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Allarme, telecamere e cancello automatico: la detrazione fiscale, senza illusioni

Impianti di allarme, antifurto e telecamere rientrano tra le «misure finalizzate a prevenire il rischio del compimento di atti illeciti da parte di terzi» dell’articolo 16-bis del TUIR: per le spese del 2025 e del 2026 la detrazione IRPEF è del 50% sull’abitazione principale del proprietario e del 36% negli altri casi, su un massimo di 96.000 € per unità immobiliare, in dieci quote annuali. Serve il bonifico parlante. Riparazioni, assistenza e contratti di vigilanza non sono agevolati.

— Pronto Intervento DV, Verona

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Illustrazione a matita di una scrivania con un portablocco e un modulo da compilare, una penna, una ricevuta piegata e un piccolo sensore di allarme
Bonifico parlante e fattura: senza, la detrazione si perde. Illustrazione.

Che cos’è davvero il «bonus sicurezza»

Il nome che gira nelle pubblicità fa pensare a un incentivo a parte. Non lo è: è la detrazione IRPEF per gli interventi di recupero edilizio — l’articolo 16-bis del TUIR — che tra gli interventi ammessi elenca anche le misure finalizzate a prevenire il rischio del compimento di atti illeciti da parte di terzi. Sono una categoria autonoma: valgono anche da sole, senza una ristrutturazione in corso.

Nella guida dell’Agenzia delle Entrate gli esempi comprendono, fra gli altri, gli apparecchi rilevatori antifurto con le relative centraline, le telecamere collegate con centri di vigilanza, le porte blindate, le grate, le serrature e i vetri antisfondamento. Sulle serrature e le porte blindate abbiamo già scritto una guida a parte: cambio serratura e porta blindata: si detrae il 50%?.

Quanto si detrae, e su quale casa

Per le spese sostenute nel 2025 e nel 2026 la detrazione è del 50% se l’intervento riguarda l’abitazione principale e la spesa la sostiene il proprietario o chi ha un diritto reale di godimento; del 36% negli altri casi — seconda casa, immobile dato in affitto, spesa sostenuta dall’inquilino. Il tetto è di 96.000 € per unità immobiliare, e la detrazione si recupera in dieci quote annuali di pari importo.

Guardando avanti: dal 2027 le aliquote scendono al 36% sull’abitazione principale e al 30% negli altri casi. Se un impianto non è urgente, il momento in cui si paga conta.

Sono i numeri validi alla data in cui scriviamo, e sono cifre che cambiano con le leggi di bilancio: prima di contare sulla detrazione, verificali con il commercialista o sulla guida dell’Agenzia delle Entrate citata in fondo alla pagina.

Cosa serve per non perderla

  • Il bonifico «parlante», bancario o postale, con causale che richiama l’art. 16-bis del TUIR, il codice fiscale di chi paga e la partita IVA di chi riceve. Contanti, POS e Satispay fanno perdere la detrazione: per questo, quando ce lo dici prima, ti prepariamo la fattura per il bonifico.
  • La fattura intestata a chi sostiene la spesa, con la descrizione dell’intervento.
  • La dichiarazione di conformità dell’impianto, dove prevista: per gli impianti di sicurezza la rilascia l’impresa abilitata che li esegue — nel nostro caso l’impresa abilitata della nostra rete che esegue e certifica le lavorazioni regolamentate — e resta a te.
  • I documenti sull’immobile: titolo di proprietà o contratto, e la dichiarazione dei redditi in cui indichi la spesa.

Cosa non è agevolato (e nessuno lo dice)

La detrazione riguarda le opere sull’immobile. Restano fuori: la riparazione o l’assistenza su un impianto esistente — un sensore sostituito, una sirena che si ferma, la batteria — perché sono manutenzione ordinaria, non un intervento agevolato; gli abbonamenti e i contratti con un istituto di vigilanza, che sono un servizio e non un’opera; e in generale tutto ciò che non produce una modifica dell’immobile.

Attenzione anche alle formule in abbonamento in cui l’impianto resta di proprietà del fornitore: se non sostieni tu la spesa per un’opera sul tuo immobile, non c’è niente da detrarre. È una domanda da fare prima di firmare.

E il cancello automatico?

L’automazione di un cancello o di una basculante non è, in sé, una «misura antifurto»: è una comodità e una messa in sicurezza dell’accesso. Può rientrare negli interventi agevolati con un altro inquadramento — ad esempio come manutenzione straordinaria, che sulle singole unità abitative è ammessa — ma la classificazione dipende dal caso concreto: cancello nuovo o motorizzazione di uno esistente, casa singola o condominio, con o senza altre opere. Su questo non diamo una risposta secca, perché sarebbe una promessa fiscale che non ci compete: ne parli con il commercialista prima di pagare, e noi ti diamo la fattura descritta nel modo che serve.

Cosa fare subito

  • Decidi con il commercialista, prima dell’intervento, se hai i requisiti e con quale percentuale.
  • Dicci prima del lavoro che vuoi la detrazione: fattura e causale del bonifico si preparano di conseguenza.
  • Paga solo con bonifico parlante, dal conto di chi porta la spesa in dichiarazione.
  • Conserva fattura, ricevuta del bonifico e dichiarazione di conformità: servono per dieci anni.

Cosa evitare

  • Non pagare in contanti, con carta o con app: la detrazione si perde.
  • Non contare sulla detrazione per una riparazione o per un abbonamento: non sono agevolati.
  • Non far intestare la fattura a una persona diversa da chi fa il bonifico.
  • Non fidarti di un «50% garantito» in pubblicità: la percentuale dipende dalla casa e da chi paga.

Per un impianto nuovo di allarme, antifurto o telecamere chiama il +39 351 403 1881: sopralluogo in tutta la provincia di Verona, proposta scritta, fattura e documentazione in ordine per la detrazione. La parte fiscale resta del commercialista: noi facciamo l’impianto e le carte giuste.

Vedi il servizio: Allarmi e antifurto →

Domande frequenti

La detrazione per l’allarme vale anche senza ristrutturazione?

Sì. Le misure per prevenire atti illeciti da parte di terzi sono una categoria autonoma dell’articolo 16-bis del TUIR: valgono anche come intervento isolato. Serve però il bonifico parlante e una spesa sostenuta da chi ha titolo sull’immobile.

Sono in affitto: posso detrarre l’impianto di allarme?

Puoi, se la spesa la sostieni tu e hai un titolo idoneo, ma non al 50%: la percentuale maggiorata sull’abitazione principale spetta a chi ha un diritto reale sull’immobile, e l’inquilino ha un diritto personale di godimento, quindi rientra nel 36%. Avvisa il proprietario prima di procedere.

La riparazione dell’antifurto si detrae?

No. La detrazione riguarda le opere sull’immobile; la riparazione, l’assistenza, la sostituzione di un sensore o di una batteria sono manutenzione ordinaria e restano fuori. Restano fuori anche gli abbonamenti e i contratti di vigilanza.

Le telecamere da sole, senza allarme, rientrano?

La guida dell’Agenzia cita tra gli esempi le telecamere collegate con centri di vigilanza privati; per un impianto di videosorveglianza domestico la prassi lo considera compreso tra le misure antifurto, ma la conferma sul tuo caso spetta al commercialista. Noi ti diamo fattura e documentazione descritte nel modo giusto.

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